Archive for February, 2008

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Feb 29

29 Febbraio

1992, 1996, 2000, 2004 e infine 2008. Questo è il mio quinto 29 febbraio. Questa data ha sempre avuto per me un grande fascino. Beh, cominciamo dalle basi. Bisestile… perché? Wikipedia ci spiega che:

Il 29 febbraio viene detto giorno bisestile, anche se nel Calendario Romano era il 24 febbraio ad essere aggiunto, prendendo il nome di giorno “bissextile”, ovvero un sesto giorno extra nel cammino che portava alle calende di marzo. I Romani, comprendendo la necessità di un giorno extra, scelsero in particolare il 24 febbraio, solo perché seguiva l’ultimo giorno del loro anno, che in quel periodo della storia era, naturalmente, il 23 febbraio.

Pff, romani… Oggi ho passato la giornata a dire: “Che bello! Non avevo mai postato sul blog {sostituire con un’azione a piacimento} il 29 febbraio”. Ho scoperto che, per esempio, non sono mai stato fidanzato in questo giorno. Fino ad oggi. Oggi ho amato e sono stato amato. Oggi (parola che ripeto volutamente alla nausea) sono stato con la Cami per tre ore di assemblea. Oggi ho giocato nel torneo di calcetto. Oggi ho saltato una verifica. Oggi mi ha fatto male il ginocchio. Oggi ho fatto mangiato un gelato. Oggi ho giocato a monopoli con la Cami. Oggi ho anche studiato. Oggi ho giocato e finito un gioco fantastico quale è Crazy Penguin Catapult (idiotissimo gioco per cellulare, il cui scopo è lanciare pinguini contro orsi…). Oggi ho capito che scrivere su un blog è davvero divertente. Oggi ho visto un video sul blog del mio maestro di tennis. Oggi ho deciso che il 29/3 giocherò a Ceriano Laghetto. Oggi ho fatto un sacco di cose che faccio tutti gli altri giorni, ma che mi sono sembrate tutte speciali. E poi, oggi ho letto questo:

Ti amo così tanto che a volte penso che prima o poi il mio cuoricino scoppierà, non può starci dentro tanto amore. E ogni giorno ti amo sempre di più e penso che domani non potrò amarti ancora più di oggi, invece ci riesco sempre. Ci penso e mi viene da piangere. Non so esattamente perché, forse di felicità, forse perché una cosa così bella non mi era mai successa, forse perché quelle lacrime sono un po’ dell’amore che non ci sta nel mio cuoricino. O forse solo perché sono stupida. Comunque sia è la cosa più bella che possa succedere amarti ed essere amata da te, e sta succedendo proprio a me!

“..the greatest thing you’ll ever learn
is just to love and be loved in return..”

e non so più come dirle quanto l’amo…

Feb 28

Hic est Teletubbie

12.30. Quinta ora del giovedì. Autori greci.

La nostra amata prof si appresta ad interrogare.

P: Chi viene?

Sguardi verso gli unici due che hanno studiato.

P: Io interrogo anche tutti e quattro (quelli che mancano). {sono sadica}
M: Io vorrei giustificarmi. {tiè, in culo!}
La prof diventa blu in volto.
P: Dopo 2 mesi e mezzo di scuola non ho ancora un tuo voto orale e tu ti giustifichi?! {brutto pirla}
M: Prof, ma fra 4 giorni abbiamo la simulazione (di terza prova), domani il compito di italiano e lei ci ha detto solo ieri che oggi avrebbe interrogato in greco. {brutta stronza}
P: Potevi farti interrogare prima. Comunque ti giustifico. {stronzetto}
M: Prof, ma se non mi ha mai interrogato e io ho ancora la giustifica.. (non è colpa mia) {e ci mancherebbe che non mi giustifica!}

I due condannati rimasti spostano le loro sedie nei pressi della cattedra.
Dopo poco la docente sbotta perché non c’è silenzio. Rizza i tre capelli che si ritrova ci ammonisce a gran voce.

P: Non mi interessa niente se volete seguire o meno. Dormite, ma state in silenzio.

Ogni tanto vorrei veramente fare quello a cui mi incitano i professori. Ora mi sdraierei e dormirei molto volentieri. Ma non credo che la mia ironia verrebbe compresa da una prof come questa.

Entrata tanto tempo fa nella nostra vita, puoi uscirne quando vuoi: pesta e ferita. Tu parli dell’Olimpo e degli dei, ma non ti accorgi di che merda sei?! Tutti lo pensano, nessuno lo dice: subdola e infida, ma brava attrice. Per quanto mi riguarda, non ti calcolo più: per me, vai pure a dar via al cu’.

P.S. In allegato un’immagine che evidenzia l’apprezzamento del mio compagno di classe fascista per il lavoro della nostra amata prof.

Prof al muro

P.P.S. Ci sto prendendo gusto a scrivere a scuola.

Feb 27

Di professori e alunni

Ho pensato che se voglio scrivere sul blog, non posso aprire Wordpress e cominciare a scrivere. Non ci si riesce. Quindi eccomi qui, con blocco e penna, a scrivere post su carta durante l’ora di filosofia.

Che noia. Questa prof è una delle più noiose che io conosca. E, secondo me, se la filosofia e la storia fossero spiegate meglio diventerebbero perfino più interessanti. Mi basta pensare alle lezioni che mi descrive la Cami e subito mi viene la rabbia per non aver mai avuto prof maschi. Basta donne noiose e mestruate, quindi ormonalmente instabili. Peggio ancora se zitelle in menopausa. Ok, finito lo sfogo. Perdono, ma non ho mai avuto prof decenti (forse una).
Questo potrebbe essere uno dei motivi della mia apatia scolastica: non avere interesse per seguire la lezione. Raramente prendo appunti. Ancora più raramente volentieri. Qualcuno dice che “scaldo il banco”, io sostengo, più che altro, di scaldare la sedia. Ma sono discussioni di poco conto.
Stavo pensando che, essendo l’ultimo anno, basta uno sforzo di soli 4 mesi. Eeh… sembra facile detto così. Non ho mai studiato veramente in 18 anni. Mi è sempre andata bene. “Sei intelligente” dicono, “ma non ti applichi”. Frasi che mi hanno stufato. Io vorrei studiare, ma, quando mi metto lì, la concentrazione è nulla e bastano pochi secondi perché i miei pensieri comincino a spaziare dalla Cami al tennis, dal pc alla pallavolo. Di strade non ne intravedo molte. Quella che ho intenzione di percorrere io prevede che mi metta a studiare quando riesco per quanto riesco. In più: studiare con i miei compagni le materie che proprio non posso preparare da solo.

É iniziata l’ora di fisica. Lezione noiosa: introduzione al magnetismo.

Da parte dei professori non credo possa arrivare niente di utile: non so proprio come potrebbero aiutare in queste situazioni se fanno già bene il loro lavoro (insegnare).




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